Scoperta la teoria della macchina del tempo? Forse...

Premetto subito che non sono ancora riuscito ad avere tra le mani il testo originale dello studio di Jay Olsono e Timothy Ralph dell'università australiana di Queensland: può essere che la notizia venga smentita nelle prossime ore, come che venga confermata da ricerche future. Di certo io mi sto chiedendo, seriamente, se la teoria esposta dai due ricercatoti sia vera e che conseguenze pratiche e filosofiche porterebbe alla nostra specie.
I due ricercatori hanno ipotizzato una variante dell'entenglement quantistico classico che coinvolge la variabile tempo in un così detto entenglement temporale. In parole povere, per chi è a digiuno di meccanica quantistica, l'entenglement è un fenomeno appassionante che lega due particelle in un sistema univoco in maniera indipendente dalla distanza spaziale che le separa.
E se queste particelle fossero legate reciprocamente anche a prescindere dal tempo in cui si trovano reciprocamente l'una rispetta all'altra? Da questa domanda sono partiti i due ricercatori australiani per elaborare la loro tesi. Tesi che in sostanza si può riassumere con un esperimento mentale, del genere tanto caro ad Einstein.
Immaginiamo di spedire un qbit nel futuro tenendo il suo corrispettivo nel presente: quando modificheremo lo stato della particella ancora in mano nostra anche il qbit futuro modificherà, a causa dell'entenglement quantistico, il suo stato. Di fatto potremo trasmettere informazioni nel futuro, e viceversa.
Possibile? Non lo so, appena riesco ad avere tra le mani una copia della loro ricerca mi potrò fare un'idea: è una sparata pubblicitaria o una reale possibilità. Il mio animo romantico spera nella seconda ipotesi: se potessimo controllare l'entenglement temporale come stiamo imparando a fare con quello quantistico "classico" potremmo costruire un teletrasporto che funzioni nel tempo piuttosto che nello spazio. Il che vuol dire, in altre parole costruire una macchina del tempo.