Prevedere i terremoti: Giuliani aveva ragione?

Da alcuni anni Dimitar Ouzounov, uno scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA, effettua degli studi sulla correlazione esistente tra grandi terremoti ed effetti elettromagnetici sull’atmosfera e termici sulla superficie terrestre.
Già 2 anni fa, in occasione del terremoto de L’Aquila, analizzando successivamente i dati raccolti dai satelliti notò che la settimana antecedente la scossa che distrusse la città si era verificato un anomalo aumento della temperatura nella zona; già in precedenza si erano osservati simili fenomeni in immagini termiche riprese prima di altri grandi terremoti.
Ora sembra arrivare una nuova conferma: questa immagine mostra infatti evidenti anomalie nei dati registrati sul Giappone tra l’1 e il 12 marzo:
I parametri monitorati da Ouzounov e i suoi colleghi sono:
1. Outgoing Longwave Radiation, OLR - Radiazioni Uscenti a Onde Lunghe (infrarosso 10-13 micron) misurate nella parte alta dell’atmosfera.
2. GPS/TEC (Total Electron Content) ionospheric variability – variazione ionosferica del contenuto totale di elettroni (la ionosfera è quella fascia dell'atmosfera nella quale le radiazioni del Sole provocano la ionizzazione dei gas componenti);
3. Low Earth Orbiting (LEO) satellite ionospheric tomography – tomografia ionosferica da satellite;
4. Variazioni nello strato F2 della ionosfera a frequenza foF2 (la massima frequenza a cui la ionosfera risulta trasparente).
Dal monitoraggio del parametro OLR è risultata l’immagine suddetta; il monitoraggio del secondo parametro ha mostrato a sua volta un’anomalia, con un picco di densità negli elettroni:
Anche nel terzo parametro si sono registrati valori anomali a partire dall’8 marzo, e l’11 marzo è stato registrato un considerevole aumento della densità elettronica nelle stazioni di terra, poi tornate a registrare valori normali nei giorni seguenti.
Anche il 4° parametro ha mostrato un’anomalia evidente poco tempo prima della scossa:
Tutto ciò porta a concludere, almeno in via preliminare, che esiste un’effettiva correlazione tra attività sismica e attività elettromagnetica ionosferica; questo potrebbe portare alla possibilità di prevedere forti scosse con uno o due giorni di anticipo.
Con le parole di Ouzounov:
Una possibile spiegazione di questa relazione potrebbe essere l’accoppiamento Litosfera-Atmosfera-Ionosfera (Pulinets and Boyarchuk, 2004; Pulinets and Ouzounov, 2011), che fornisce collegamenti fisici tra differenti variazioni geochimiche, atmosferiche e ionosferiche ed attività tettonica. Brevemente, il processo primario è la ionizzazione dell’aria prodotta dall’aumento di emissioni di radon (e altri gas) da parte della crosta terrestre nei pressi della faglia (Toutain and Baubron, 1998; Omori et al., 2007;
Ondoh, 2009). L’aumento di emissioni di radon avvia una reazione a catena di processi fisici, che porta a modifiche nella conduttività dell’aria e a un rilascio di calore latent (aumentando la temperatura dell’aria) a causa dell’adesione di molecole d’acqua agli ioni (Pulinets et al., 2007; Cervone et al., 2006; Prasad et al., 2005).
Qualcuno ricoderà lo “scandalo del Radon” scoppiato nel Marzo 2009 quando Giampaolo Giuliani, un ricercatore dedito a studi privati sui precursori sismici, illustrò la sua tecnica di previsione dei terremoti.
Nella sua intervista, oltre a spiegare il metodo utilizzato basato su alcuni rilevatori di emissioni di radon, lo scienziato commise un grosso errore: assicurò che lo sciame sismico attivo da mesi a L’Aquila si sarebbe esaurito il 29 marzo e non ci sarebbe stato nessun terremoto. In seguito invece annunciò che ci sarebbe stato un grosso terremoto a Sulmona, mentre invece, come sappiamo, ci fu a L’Aquila.
Una serie di informazioni confuse e contraddittorie che portò alla sua denuncia per procurato allarme e alla chiusura dei siti su cui pubblicava i suoi dati e dei forum che ne parlavano.
Intervista di 7 minuti a Giampaolo Giuliani 2009:
Oggi, a 2 anni di distanza, guardando la serie di immagini raccolta da Dimitar Ouzounov, viene da pensare che forse Giuliani aveva effettivamente visto giusto, ma non disponeva di strumentazione sufficiente, né di una teoria sufficientemente consolidata, per poter azzardare effettive previsioni; lo stesso Ouzounov, attivo da anni in questo ambito di ricerca, si guarda bene dall’annunciare “terremoti certi”, fin quando non avrà una ragionevole certezza dell’efficacia dei suoi metodi di previsione.
Purtroppo ogni teoria, per essere verificata e affinata, necessita del replicarsi di eventi osservabili: questo significa forse che dovranno verificarsi ancora molti grandi terremoti, prima che la scienza sia finalmente ed effettivamente in grado di formulare previsioni sui terremoti.
La ricerca completa di Ouzounov in PDF:
http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1105/1105.2841.pdf