Il cellulare fa male come i sottaceti
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E’ più o meno questa la bizzarra conclusione a cui sono giunti ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer, il braccio dell’Oms che si occupa dello studio del cancro.
Sembra cioè che la probabilità di contrarre il cancro usando il telefonino sia più o meno simile a quella che si ha mangiando sottaceti, bevendo caffè, o respirando gas di scarico, stando ai risultati preliminari.
Non è chiaro se quindi ci sia da preoccuparsi per tutti questi fattori o per nessuno di essi.
La questione della cancerogenicità dei cellulari si trascina fin dal primo giorno in cui uscirono sul mercato: c’è chi fa terrorismo scientifico dicendo che “un cellulare fa male quanto un forno a microonde”, chi invece dice che forse potrebbe far male se usato per molte ore al giorno, altri dicono che al massimo può far riscaldare un orecchio se lo si usa troppo… Sembra che la verità sia ancora lontana.
Qualcosa di certo pero c’è: la frase “le onde elettromagnetiche fanno male alla salute” è una frase senza senso tanto quanto la frase “bere fa male”, per gli stessi motivi: in entrambi i casi, per dare un senso alla frase è necessario specificare cosa e quanto: bere un litro d’acqua al giorno o un bicchiere di vodka a settimana non fa certo male, mentre bere un litro di vodka al giorno fa decisamente male. Perché? Per questioni di “intensità alcolica” (per così dire), e di quantità alcolica: a prescindere dalla quantità, la vodka ha sempre un alto contenuto di alcool, quindi è intrinsecamente “pericolosa”; ma berne un bicchierino a settimana non fa certo male (*) (a meno di particolari predisposizioni fisiche, o a meno di essere minorenni, in quanto nei bambini fino a 12 anni non sono presenti nel fegato gli enzimi responsabili di “scomporre” l’alcool, per cui per un bambino un sorso di birra equivale a una bottiglia di vodka).
Per le onde elettromagnetiche il discorso è simile: esse possono avere frequenza e intensità profondamente diverse: la frequenza può variare tra 10 mila e 10 miliardi di herz, (quindi una differenza di un milione di volte), con effetti ovviamente diversi sull’ambiente; l’intensità può variare dai millesimi di watt (quelle emesse dai cellulari) alle migliaia di watt delle stazioni radio e TV: una differenza, anche qui, di milioni di volte!
Va da sé che 1 milione di bicchieri di vino fa leggermente più male di 1 singolo bicchiere di vodka… Quindi è tutto relativo.
C’è inoltre un’altra considerazione da fare: è più facile trovare un posto dove non prenda il cellulare, o un posto dove non arrivi il segnale TV? E anche se trovassimo un posto dove una montagna impedisce al segnale TV di arrivare… saremmo comunque irradiati da almeno un paio di satelliti televisivi (Hotbird, Astra,…), che trasmettendo dall’alto non hanno problemi di montagne che coprano il loro segnale.
L’ “inquinamento elettromagnetico” prodotto dai cellulari e dalle loro stazioni-base, quindi, è solo l’ultimo dei problemi, in un mondo completamente sommerso dalle emissioni elettromagnetiche. Ma nessuno ha mai provato a indagare sulla cancerogenicità delle trasmissioni TV terrestri e satellitari, mentre indagini sono state fatte sulle trasmissioni delle stazioni radio. Il motivo è semplice: le stazioni radio sono più numerose, e quindi qualcuna risulta inevitabilmente “visibile al pubblico”, mentre le antenne trasmittenti televisive sono sempre posizionate in cima alle montagne, e nessuno se ne preoccupa (la maggior parte delle persone forse neanche immagina che esistano…). I satelliti, poi, sono semplicemente invisibili da terra.