Grande barriera corallina: l'accresciuta acidità dell'acqua incide sulla vita dei coralli ?
La grande barriera corallina, la barriera di corallo più grande della Terra che si estende per più di 2500 chilometri al largo dell'Australia nord-orientale, è in pericolo. Lo rivela uno studio biennale condotto da Bronte Tilbrook del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), l'organismo governativo per la ricerca scientifica australiano, i cui primi risultati sono stati diffusi ad inizio mese nel corso della manifestazione Greenhouse 2011, tenutasi dal 4 all'8 Aprile scorsi in Australia.
Con l'incremento dei livelli di anidride carbonica in atmosfera gli oceani stanno assorbendo maggiori quantità di carbonio e le loro acque si stanno facendo più acide; questa situazione sembra che possa incidere sulla crescita dei coralli, che appare rallentata, e su tutte quelle specie che utilizzano carbonati di calcio per costruire i propri scheletri o gusci come possono essere i crostacei.
Infatti, una volta dissolto in acqua, il biossido di carbonio reagisce con il carbonato presente formando bicarbonato e privando così molti organismi marini di un composto vitale per la loro crescita e sopravvivenza; proprio indagando la presenza di uno di questi composti, l'aragonite, minerale costituito da carbonato di calcio neutro, la Tilbrook ha scoperto come il livello di saturazione in acqua dell'aragonite nei duecento campioni prelevati fosse pari solo a 3.5 contro un valore "ideale" di 4.5 per la crescita e la riproduzione dei coralli.
Al momento però, sottolinea la Tilbrook, non è ancora chiara la portata dei risultati di questa ricerca: da un lato infatti le specie controllate sono solo poche decine (a fronte di più di 350 che popolano la grande barriera corallina), dall'altro i risultati ottenuti in indagini analoghe, svolte in altri luoghi del mondo, sono stati discordanti; nel Mar Rosso si è visto che con un livello di saturazione dell'aragonite di 2.8 i coralli si dissolvono, ma nelle acque oceaniche più a sud, verso l'Antartide, si sono notati, da parte di alcune specie, dei "comportamenti" adattivi all'aumentata acidità.
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Riferimenti:
http://australianetworknews.com/stories/201104/3182277.htm?desktop