Salute, quando a comprometterla sono i denti e il rapporto cranio-mandibola
Soffrite di diversi disturbi e non ne conoscete la causa? Molto probabilmente la dovreste cercare nei denti, o ancora meglio nel rapporto spaziale tra cranio, mandibola e colonna vertebrale, che quando è simmetrico è sinonimo di buona salute, ma quando presenta qualche anomalia porta ai disturbi più disparati, dai più “leggeri” come la cefalea tensiva e i dolori alla schiena, ai più invalidanti come vertigini e disturbi dell’umore.
Questa è l’entusiasmante scoperta di Maurizio Formia, non un medico, ma un semplice paziente che si è ritrovato suo malgrado a dover combattere contro la DCCM, ovvero la Disfunzione Cranio Cervico Mandibolare come lui stesso la definisce, e avrà l’onore di poter condividere i risultati delle sue ricerche nel corso di una conferenza aperta a tutti, il 16 aprile a Pisa, con l’ausilio di diversi medici specializzati in fisioterapia, osteopatia, psicologia e via discorrendo.
Il metodo di Maurizio Forma è spiegato in maniera egregia sia sul sito OcclusioneGravità, che in un libro pubblicato dallo stesso e disponibile per l’acquisto esclusivamente online: all’interno le dritte per individuare il tipo di sbilanciamento cranio-mandibolare di cui si soffre e le istruzioni per costruire una PRCM, ovvero una Placca di Riposizionamento Cranio-Mandibolare, che tanto assomiglia ad un bite in resina pur non avendo nulla a che vedere con quello che costruiscono i dentisti con l’ausilio di odontotecnici che non conoscono affatto e ovviamente non applicano il metodo di Formia.
Consultando il sito OcclusioneGravità è possibile leggere di diverse persone, tra le quali figura anche uno sportivo, guarite grazie al metodo di Formia, che in una particolare sezione dedicata ai calciatori sbilanciati riesce ad identificare e spiegare in termini molto semplici cosa non va nel loro rapporto cranio-mandibola, e di conseguenza perché gli infortuni agli stessi coinvolgono quasi sempre una gamba piuttosto che un’altra: è bene infatti ricordare che lo sbilanciamento provoca una disfunzione discendente, così detta perché partendo dalla bocca arriva letteralmente fino ai piedi.