Sottotitoli per non udenti che non disturbano gli altri spettatori
Guardare un film con i sottotitoli può essere utile se lo si sta guardando in lingua originale, ma davanti alla TV può esserci in quel momento anche qualcuno in grado di capire il film anche senza sottotitoli, dai quali sarebbe quindi infastidito, oppure un non udente potrebbe voler vedere un film insieme ad altre persone senza infastidirle coi sottotitoli: adesso è possibile, con un nuovo tipo di occhiali elettronici, in grado di sovrapporre alle immagini in diretta i rispettivi sottotitoli, senza che questi compaiano effettivamente sul televisore.
La BBC riporta che questi nuovi occhiali della SONY potrebbero presto entrare in uso nelle sale cinematografiche inglesi, dove apporterebbero il vantaggio di permettere la visione anche a tutte quelle persone che, essendo appunto non denti, non sono mai potute andare a godersi un film al cinema. Ma l’invenzione potrebbe anche rivelarsi utile per permettere a turisti stranieri di godersi un film anche in vacanza, se la tecnologia dovesse essere sviluppata anche fino a implementare sottotitoli in altre lingue. C’e’ da dire però che normalmente i sottotitoli di un film vengono probabilmente preparati solo mesi dopo l’uscita al cinema, in occasione dell’uscita in DVD, mentre per poter far funzionare questi occhiali bisognerebbe forse stravolgere un po’ la filiera produttiva di un film in modo da far uscire i sottotitoli in contemporanea all’uscita sul grande schermo.
Ma come funzionano invece i sottotitoli in TV (senza occhiali)? Nelle vecchie TV analogiche, ormai in via di estinzione, i dati relativi ai sottotitoli venivano trasmessi “di nascosto”, inserendone i dati all’interno di una linea dell’immagine non visibile sullo schermo (la vecchia TV analogica aveva 625 linee, ma di esse solo 576 sono effettivamente visibili sullo schermo) tramite un metodo che assomiglia molto alla steganografia.
Il metodo permetteva di trasmettere dati digitali come quelli dei sottotitoli anche usando dispositivi analogici, senza bisogno di sostituirli. La banda passante era estremamente bassa, limitandosi a pochi byte per ogni fotogramma, ma la velocità di 30 fotogrammi al secondo, e la durata di una frase di alcuni secondi, permetteva di raggiungere comunque quel la velocità di qualche centinaio di caratteri al secondo necessaria per trasmettere i sottotitoli. Nelle nuove TV digitali accade qualcosa di simile, ma il flusso dei dati dei sottotitli viene iniettato nel flusso MPEG secondo lo standard CEA-708 invece che EIA-608.
Tramite un dispositivo amatoriale piuttosto economico è anche possibile costruirsi in casa un sistema di estrazione dei sottotitoli dalle trasmissioni analogiche: collegandolo all’uscita analogica di una TV, esso raccoglie i dati dei sottotitoli, permettendo ad esempio di togliere l’audio quando compare una parola indesiderata, oppure di calcolare statistiche sulle parole utilizzare, costruendo così una “TV cloud”:
La tecnologia dei sottotitoli ("closed captions"): http://en.wikipedia.org/wiki/Closed_captioning